LA STORIA DEL  TE’ (THE’)

2737 a.c.: Narra la leggenda che Shen Nong, l’imperatore-erborista, probabilmente intossicato da una pianta le cui proprietà aveva sperimentato su se stesso, si siede a riposare sotto un albero e chiede ad un servo di bollire dell’acqua da bere: una foglia dall’albero sotto cui siede si stacca, cade nell’acqua, l’imperatore beve la nuova bevanda e si sente immediatamente ristorato. Da qui sembra che diffonda l’uso della pianta, come medicinale nei monasteri. Già nel corso della dinastia Han (primi secoli a.C.) la bevanda conosce il favore dei nobili e della corte imperiale, i migliori tè vengono omaggiati all’imperatore. Da allora il tè è stato strettamente associato alla filosofia, alla meditazione e alla medicina.

Tre dinastie cinesi nel tempo diffusero l’utilizzo del tè in tutto l’oriente, ad ognuna di queste dinastie si fa riferimento per il diverso modo di preparare il tè.

La dinastia Tang regna in Cina nel periodo 618-907, in questo periodo il thé viene BOLLITO. Viene utilizzato del tè compresso in panetti facilmente trasportabile e poco deteriorabile. (Pao Cha)

Durante la dinastia Song, nel periodo 960-1367, il tè viene EMULSIONATO. Viene utilizzato del thé in polvere, questo modo di utilizzare il tè prende largo consumo soprattutto in Giappone. (Mo cha),

Infine con la dinastia Ming che regna nel periodo1368-1644, il tè viene INFUSO. Inizia il modo attuale di utilizzare le foglie di tè. (Zu Cha).

Nel 780 d.C.il poeta cinese “Lu Yu” scrive il primo trattato sul tè, chiamato il “Canone del Tè”  tradotto in molte lingue e in particolare in italiano dal Prof. Marco Ceresa ordinario di lingua e letteratura cinese dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

Nel periodo 707/1191  la diffusione del tè si propaga verso il Giappone tramite Daishi e Yesai, monaci buddisti. Yesai nel 1191 scrive il primo libro giapponese dedicato al tè. Nello stesso periodo il tè viene diffuso anche nel Tibet. Viene utilizzato del tè pressato in mattonelle, bollito in acqua a cui viene aggiunto sale e burro di yak. Ne deriva un thé molto grasso e salato chiamato Su Yu Ch’a.

Nel 1610  il primo carico di tè verso l’Olanda a cura della “Compagnia delle Indie Orientali”. Ci sono voluti altri venti o trenta anni, prima che gli inglesi iniziassero ad importare regolarmente il tè. Alla fine del XVII secolo tutta l'Europa aveva scoperto le delizie del tè. Da allora, questa bevanda ha svolto un ruolo significativo nella storia culturale e negli sviluppi politici.

Dal 1618 la Russia comprerà il tè dalla Cina e lo trasporterà con le carovane fino al 1900, quando si costruisce la ferrovia Trans-Siberiana.

Dal 1650 circa il tè arriva a Parigi e a Londra (Thomas Garraway, bandisce la prima asta pubblica per vendere il tè) e successivamente  in America.

Agli inizi del 1700 Thomas Twining apre la prima mescita di tè, con ingresso alle donne, fatto del tutto straordinario visti i costumi dell’epoca. Tra le miscele storiche della Twinings tra le più diffuse al mondo troviamo: L'Earl Grey: la leggenda narra che questa miscela fu regalata al Primo Ministro Charles Grey da un mandarino cinese, in segno di riconoscenza, e fu poi fatta propria da Twinings. A quei tempi non si usava registrare brevetti e infatti il nome del tè non venne registrato, tant'è che è diventato una tipologia di tè prodotta da diverse aziende. L'English breakfast: questa miscela nasce per dare agli inglesi una miscela forte ed aromatica per una prima colazione. Da li il nome English Breakfast. Il Prince of Wales: questo tè risale al 1921 ed era la miscela personale di Sua Altezza il Principe di Galles. Quando nel 1936 egli divenne re con il nome di Edoardo VIII, questa miscela fu ritirata dal mercato inglese, ma fu consentito a Twinings di continuarne l'esportazione. Per questo motivo il tè  Prince of Wales può essere acquistato solo al di fuori del Regno Unito. Questo tè è considerato il ‘Borgogna' dei tè cinesi.

Nel corso del 1700 e 1800 il tè diventa quindi molto popolare  in tutta l’Inghilterra, fino ad estendersi come bevanda di uso quotidiano a tutte le classi sociali. Nasce l’esigenza di approvvigionamento sempre maggiore, si cercano nuovi terreni di coltivazione nelle colonie, si cerca di ottenere semi e di scoprire le tecniche di coltivazioni cinesi. Ma è solo verso la metà del 1800 che iniziano le prime coltivazioni di tè in India.

Nel 1823 ca. viene scoperta una pianta simile a quella cinese in Assam, ad opera del maggiore Bruce. Si tratta della Camellia Assamica, una varietà della originaria Camellia Sinensis, autoctona delle Indie. Nascono quindi le prime piantagioni di tè nella zona dell’Assam, e nasce la Assam Tea Company che inizierà l’importazione del tè indiano in tutta Europa. Durante questo periodo alcune date importanti legate al tè

Nel 1773 il Boston Tea Party, che innesca la Rivoluzione Americana.

Dal 1840 al 1857 le guerre dell’oppio, l’Inghilterra in Cina l’oppio coltivato nelle colonie del Bengala e con l’argento che ne ottiene, ricompra il tè.

Nel 1870 ha inizio coltivazioni del tè a Ceylon. Un fungo uccide tutte le coltivazioni di caffè dell’isola e gli Inglesi decidono di riconvertire le colture a tè.

Il tè in Italia arriva intorno alla metà del 1800, e da allora, nonostante gli italiani siano dei forti consumatori di caffè, il suo utilizzo è andato crescendo. Ormai incominciano ad aprire dei negozi specializzati in tè in diverse città italiane. Sono stati fatti alcuni tentativi di produzione del tè in Italia. Il primo tentativo degli anni ’30 fatto all’Orto Botanico di Pavia, ha dato origine ad una varietà chiamata Camellia Thea Ticinensis, ma non ebbe successo. Successivamente nelle vicinanze di Lucca sono state messe a dimora diverse piante del tè sia nella varietà Sinensis che nella varietà Assamica. Il tè che ne deriva, rigorosamente raccolto a mano, è qualcosa di prezioso destinato a pochi clienti selezionati.

All’inizio del 1900 arriva l’invenzione della bustina di tè e del tè freddo. Generalmente si pensa che il tè in bustina sia stato tradizionalmente prodotto in Inghilterra. Fu invece Thomas Sullivan mercante di tè americano che incominciò ad inviare dei campioni di thé ai suoi clienti in sacchettini di seta. Tali clienti pensarono che questi sacchetti potessero essere utilizzati allo stesso modo degli infusori in acciaio. Ed incominciarono a mettere in pentola l’intero sacchettino di tè. Da questo semplice malinteso nasce la bustina di tè.