Il tè nel mondo: riti e costumi

Il tè fa parte della vita quotidiana di interi popoli e ogni paese ha il suo modo di prepararlo e di berlo. Si beve puro, con lo zucchero, vi si mescolano spezie, burro, riso, latte, foglie di menta; si prepara in teiere di metallo, di terracotta, di porcellana e si serve in tazze e bicchieri delle dimensioni più varie. Bevanda di tutti i giorni, il tè diventa in alcuni casi un rito, una raffinata cerimonia.

INGHILTERRA: Tra i paesi europei che hanno fatto del tè una vera e propria istituzione c’è il Regno Unito: la pausa per il tè, il tea break, è prassi in tutti i luoghi di lavoro e il tè delle cinque, un’abitudine che resiste. Nonostante siano grandi consumatori, si utilizza spesso il tè in bustina e si aggiunge latte (c’è chi dice prima, c’è chi sostiene meglio dopo) e zucchero. La tradizione del tè delle cinque come si può ancora avere nelle Sale da Tè dei migliori alberghi o nelle campagne comprende: piccoli sandwiches con ripieni assortiti, scones (sorta di panino dolce) con burro marmellata e clotted cream e una bella fetti di sponge cake o di altro dolce. Tra i tè più popolari, le miscele di tè nero all’inglese, l’Earl Grey e il tè affumicato cinese (Lapsang Souchong).

FRISIA: Si tratta di una piccola regione della Germania, confinante con i paesi bassi: i suoi abitanti sono grandi consumatori di tè nero fortissimo, che bevono a tutte le ore del giorno con zucchero integrale e una nuvola di panna semi liquida.

RUSSIA: In Russia il Tè arriva per la prima volta alla corte dello Zar attorno al 1618 tramite le vie carovaniere e il suo consumo si estende in breve a tutte le classi sociali. Il tè, o chai, in Russia è parte integrante della vita familiare e si beve tè durante tutta la giornata. Strumento principale della preparazione era una volta il samovar, un bollitore in metallo per l’acqua un tempo a carbone e adesso elettrico. Il tè alla russa tradizionale è un tè nero o verde molto concentrato preparato nella teiera e tenuto in caldo nello speciale alloggiamento sulla cima del samovar che viene diluito a piacere aggiungendo acqua calda spillata dal rubinetto del samovar stesso. Viene servito accompagnato da zucchero in zollette (nelle campagne sopravvive l’usanza di berlo attraverso una zolletta tenuta tra i denti), marmellata, vodka o cannella, talvolta offrendo i blinys, una specie di crèpes.

CINA: In Cina si beve tè in ogni luogo e in ogni occasione: immancabili negli edifici pubblici e sui treni i grossi termos di acqua calda a disposizione. Oltre alle teiere, si usa la tazza con coperchio e piattino detto zhong o chung: si mettono alcuni grammi di tè nella tazza, si aggiunge acqua calda e si utilizza il coperchio come filtro, tenendolo tra pollice e indice. Si usano le stesse foglie per ripetute infusioni. Sono molto diffuse le tazze termiche da viaggio in alternativa si usano ancora talvolta dei semplici barattoli di vetro con coperchio. Nelle sale da tè e in occasioni formali, in alcune provincie della Cina, si prepara il tè secondo il metodo Gong Fu Cha, riservato ai tè Wu Long (semi ossidati), un rito conviviale che prevede una teiera della grandezza di un’arancia e ripetute infusioni da degustare in piccolissime tazze. Il materiale tradizionalmente usato per la teiera è la speciale ceramica nota come zisha o “terra porpora” che proviene originalmente dallo Jangsu. Le innumerevoli etnie mantengono poi ognuna le proprie tradizioni, dal tè con il riso, al tè nel bambù.

GIAPPONE: In Giappone ogni tipo di tè viene preparato in modo scrupolosamente diverso, con una precisa temperatura dell’acqua e un preciso tempo di infusione. Il tè fa parte della vita quotidiana e se ne bevono svariate tazze al giorno, in ogni circostanza, domestica o formale. E’ in Giappone che nasce il Cha do o Sado, la “Via del Tè”, una disciplina e ricerca spirituale dedicato allo studio del Cha no yu, la cerimonia tradizionale del tè. Il Cha no yu, alla lettera “acqua calda per il tè” si basa su quattro principi fondamentali: Armonia, Rispetto, Purezza, Tranquillità. Fu codificata dal primo Gran Maestro Senno Rikyu, morto nel 1595 ed è un rituale complesso e di grande fascino, una vera e propria meditazione del tè. Il tè che si beve nel Cha no yu è il Matcha, tè verde da coltivazioni ombreggiate, finemente ridotto in polvere.

TIBET: In questo paese dal clima rigido, il tè al burro o Pocha, rappresenta spesso un vero e proprio sostentamento. Si prepara utilizzando tè compresso in mattonella o panetti che viene fatto bollire con un po’ di sale e quindi lavorato in una specie di zangola con burro di yak e talvolta con tsampa, farina di orzo tostata.

MAROCCO: Immancabili le belle teiere in metallo argentato e i bicchierini di vetro multicolore, per la preparazione del’Atay b’naa naa, bevanda nazionale marocchina. Si utilizza tè verde cinese con menta Nanah o Naa Naa e zucchero. I bicchieri si alloggiano su un vassoio in metallo sbalzato e il tè si versa dall’alto per ottenere la caratteristica schiuma e aerare la bevanda. Il famoso “Tè del Deserto” dei Tuareg prevede tre infusioni successive con una diversa aggiunta di ingredienti: 1-dolce come la vita, 2-zuccherato come l’amore, 3-amaro come la morte.

INDIA: Quasi sicuramente una variante del tè all’inglese, il Masala Chai, tè speziato al latte si prepara con tè nero, cannella, chiodo di garofano, pepe, cardamomo, anice, ginger. Viene venduto normalmente anche per strada, profumato e dolcissimo e servito bollente. E’ bevanda abituale in tutta l’India e ne esistono innumerevoli varianti secondo la regione.